Calcioscommesse, giocatore di Serie A condannato a 5 anni di reclusione

Calcioscommesse, giocatore di Serie A condannato a 5 anni di reclusione

il difensore del Monza Armando Izzo, coinvolto nel 2016 in un caso di calcioscommesse e criminalità organizzata, è stato condannato a cinque anni di reclusione dalla VI sezione penale del Tribunale di Napoli. I reati ascritti sono concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva. Lo riferisce l’ANSA in una nota di agenzia.

Il pm di Napoli, Maurizio De Marco, si legge ancora nell’agenzia, nel corso della sua requisitoria, aveva chiesto, per il calciatore nato a Napoli nel 1992, 4 anni e 10 mesi.

Condannati anche il cugino del difensore del Monza, Umberto Accurso, capo del clan della Vinella Grassi di Secondigliano, e Salvatore Russo, ritenuto legato allo stesso clan. Entrambi a un anno e mezzo di reclusione con la condizionale.

I fatti, per i quali il giocatore attualmente in forza alla squadra di Silvio Berlusconi è stato condannato, risalgono a quando militava nell’Avellino, in Serie B, per una gara del campionato 2013-2014. La partita, al centro della vicenda giudiziaria, è Modena-Avellino, disputata il 17 maggio del 2014, 1-0 il risultato finale per gli emiliani con rete decisiva di Bianchi al minuto 49′.

Per il sostituto procuratore Maurizio De Marco, i fratelli Antonio e Umberto Accurso (vertici del clan Vanella Grassi), prima utilizzando come intermediario Salvatore Russo, e poi direttamente, avrebbero promesso e poi fatto avere un’ingente somma di denaro, 30mila euro, al giocatore Francesco Millesi, consegnata dal collega Luca Pini, per corrompere altri calciatori.

Secondo la Procura, Millesi avrebbe così esercitato la sua influenza su altri giocatori dell’Avellino per favorire la rete del Modena: questo era l’ accordo.

Antonio Accurso, sempre secondo gli inquirenti, per conto del clan scommise ben 400mila euro sulla rete realizzata dalla squadra che giocava in casa (il Modena), guadagnandone 60mila.

Armando Izzo, infine, avrebbe accettato, a sua volta, la promessa di una somma di denaro, scrive il pm nei capi d’accusa “quale compenso al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione predetta”.

L’accordo illecito, secondo quanto emerso dalle indagini, venne stipulato il 14 maggio 2014, tre giorni prima dell’incontro Modena-Avellino. Izzo è stato assolto, invece, dall’accusa di avere commesso illeciti dello stesso tenore contestati per la partita di calcio Avellino-Reggina, sempre della Serie B 2014-2015.

“Il Monza esprime totale vicinanza e supporto ad Armando”, spiega in una nota ufficiale il club, “convinta della sua estraneità all’ambiente criminale. Gli avvocati del calciatore sono delusi dalla sentenza e attendono di leggerne le motivazioni; dopodiché presenteranno appello”.

 

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